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DISPLASIA DELL’ ANCA

—–     CHE COS’E’     —–

La Displasia dell’Anca è una patologia nella quale l’articolazione dell’anca non è normalmente conformata nel suo insieme. Le alterazioni anatomiche del femore, dell’acetabolo e delle struttura capsulo-ligamentose, combinate in vario grado, portano ad un’alterazione della biomeccanica che rende l’articolazione meno resistente ai carichi.

E’ una patologia “DELLO SVILUPPO” poiché può essere manifesta sia in maniera congenita (oggigiorno si eseguono di routine test ecografici e clinici su tutti i neonati) oppure può iniziare a manifestarsi più avanti nell’età dello sviluppo. In una discreta parte dei casi i pazienti passano l’adolescenza senza sintomi e giungono all’attenzione del medico in età giovane-adulta per comparsa di dolore all’inguine e zoppia. Può essere monolaterale o bilaterale.

E’ una patologia per sua natura DEGENERATIVA, ovvero col tempo si assiste ad una progressiva degenerazione dell’articolazione stessa sia nella sua componente ossea che capsulo-legamentosa, esitando negli stadi più avanzati in un’ artrosi a cui si può associare a seconda dei casi un certo grado di sublussazione – lussazione franca.

 

—–     SINTOMI     —–

  • In età neonatale la diagnosi è clinica e strumentale (Screening ecografico in ospedale)
  • In età pediatrica il bambino può manifestare svogliatezza nel partecipare alle attività fisiche, dolore localizzato all’inguine, zoppia.
  • In età preadolescenziale si può avere dolore, zoppia, limitazione dell’articolarità ed ipometria (minore lunghezza dell’arto malato).
  • In età adulta oltre ai precedenti si possono sommare i sintomi dovuti al consumo dell’articolazione malata (artrosi)

 

—–     DIAGNOSI     —–

La diagnosi è clinica e strumentale avvalendosi di RADIOGRAFIE del bacino in varie proiezioni. E’ possibile ricorrere a RMN e/o TAC a complemento dell’indagine, non tanto per fare diagnosi quanto per valutare lo stadio della patologia ed intraprendere un corretto percorso terapeutico 

 

—–     TERAPIA     —–

La terapia dipende dall’età del paziente, dalla tipologia di displasia (solo femore, solo acetabolo, entrambi, grado di sublussazione / lussazione…) e dallo stadio della stessa (fasi iniziali senza danno articolare VS fasi tardive con già un danno articolare) e può spaziare dal trattamento con tutori in età neonatale – prima infanzia, ad osteotomie correttive, ad interventi artroscopici in casi selezionati fino all’impianto di protesi d’anca specifiche nei casi avanzati.

 

 

 

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