Artrite reumatoide, la chirurgia ortopedica può aiutare

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria sistemica cronica, che può manifestarsi a diversi gradi di intensità.

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria sistemica cronica, che può manifestarsi a diversi gradi di intensità.

Colpisce i tessuti delle articolazioni provocando un’infiammazione cronica che si manifesta con gonfiore, dolore e deformità fino a costituire una vera e propria causa di disabilità. 

I sintomi dell’artrite reumatoide

I primi campanelli d’allarme sono dei dolori articolari diffusi, che colpiscono entrambi i lati del corpo e che non regrediscono dopo un trattamento di primo livello o un periodo di tempo ragionevole. 

Le articolazioni più colpite sono mani e polsi, ginocchia, spalle ma anche gomiti, caviglie e anche.

L’infiammazione causata dall’artrite reumatoide attacca in modo progressivo tutte le componenti dell’articolazione: la membrana sinoviale, la cartilagine e l’osso.

Normalmente, i dolori sono più intensi di notte e al risveglio, mentre tendono a diminuire lentamente durante la mobilizzazione e nel corso della giornata.

Altri sintomi importanti sono un progressivo gonfiore e irrigidimento delle articolazioni, dolori muscolari, comparsa di lesioni cutanee e sottocutanee.

L’origine della patologia è multifattoriale: di certo dipende da molti fattori come la componente genetica, il genere (normalmente le donne sono le più colpite), età, fumo, alimentazione, fattori ormonali, agenti di natura infettiva e forti eventi stressanti.

Le articolazioni colpite dall’artrite reumatoide

Per le sue caratteristiche, questa malattia risulta effettivamente invalidante per chi ne soffre. L’artrite reumatoide all’anca, per esempio, limita la movimentazione delle gambe e della schiena, fino a rendere impossibile la flessione del femore sul bacino.

Ugualmente invalidante è l’artrite reumatoide al ginocchio, che normalmente colpisce entrambe le gambe e può interessare contemporaneamente l’articolazione femoro-rotulea, l’articolazione femoro-tibiale, le borse sinoviali e le guaine tendinee.

In particolare i legamenti risultano più fragili, cosa che va conosciuta prima di un’eventuale operazione, per scegliere la tipologia di impianto più adatta.

La prevenzione per l’artrite reumatoide

Per questa patologia non esiste una vera e propria prevenzione. Per diminuire i fattori di rischio, comunque, è bene ridurre gli stimoli pro-infiammatori evitando un’alimentazione ricca di grassi, il fumo e l’aumento di peso. 

Quando rivolgersi allo Specialista?

È importante rivolgersi al Reumatologo ai primi dolori. Una diagnosi entro i primi 3-6 mesi dall’esordio della malattia può rallentarne il decorso e, di conseguenza, i danni a carico delle articolazioni. 

Oggi, dopo una prima fase di decorso della malattia gestita attraverso terapie farmacologiche, è sempre più frequente ricorrere alla chirurgia ortopedica, per prevenire le lesioni e le deformità articolari. 

In caso di progressione della malattia o di terapie reumatologiche inefficaci è utile un controllo dall’Ortopedico.

L’Ortopedico valutare se, in un quadro infiammatorio sistemico cronico, c’è un’articolazione più danneggiata delle altre, tale da essere responsabile della limitazione del paziente.

In tal caso spetta al Chirurgo stabilire il momento giusto e l’opzione chirurgica più indicata a seconda del paziente e del suo quadro clinico. 

Oggi gli interventi più comuni per il trattamento chirurgico dell’artrite reumatoide sono la rimozione della membrana sinoviale infiammata che riveste le articolazioni (sinoviectomia); la “semplice” riparazione dei tessuti molli (riparazione di tendini, stabilizzazione articolare, liberazione di nervi); l’impianto di protesi articolare (artroprotesi). 

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