Protesi di ginocchio, meglio non rimandare

La sostituzione del ginocchio è una delle procedure chirurgiche di maggior successo e, eseguita al momento giusto, la protesi di ginocchio offre molti vantaggi in termini di sollievo dal dolore e recupero funzionale.

La sostituzione del ginocchio è una delle procedure chirurgiche di maggior successo e, eseguita al momento giusto, la protesi di ginocchio offre molti vantaggi in termini di sollievo dal dolore e recupero funzionale.

Negli USA si eseguono più di 600.000 interventi di protesi di ginocchio ogni anno. Si prevede che questo numero raggiungerà i 1,28 milioni entro il 2030.
Nello stesso tempo, è stato rilevato che il 90% dei pazienti con osteoartrosi alle ginocchia aspetta troppo a lungo prima di ricorrere all’intervento.

Qual è il momento giusto per la protesi di ginocchio?

Scegliere il momento giusto per sottoporsi a una protesi di ginocchio è cruciale, secondo il rapporto pubblicato all’inizio di quest’anno sul Journal of Bone and Joint Surgery.

Nella ricerca si evince che il ritardo dell’intervento può privare i pazienti di molti benefici connessi a questa operazione e che, al contrario, un intervento troppo precoce espone i pazienti al rischio di un secondo intervento.

Di fatto la scelta del momento giusto è naturale e dipende dallo stato di salute del paziente. Il chirurgo ortopedico, potendo riconoscere oggettivamente i sintomi e le limitazioni sia dall’esame del ginocchio che dai racconti del paziente, consiglia il momento corretto.

Il chirurgo infatti è l’unico in grado di valutare globalmente e con esattezza come si combinano tutte le variabili in gioco da cui dipende il momento ottimale per una protesi di ginocchio: funzione articolare, dolore, valutazione radiografica ed età.

Nei pazienti che tendono a rimandare, per paura o per altri motivi, l’artrosi continua a fare il suo decorso, peggiorando la funzione dell’articolazione.

Ciò significa che, alla lunga, diminuisce la capacità di essere attivi, che può scatenare altri problemi, tra cui iperglicemia, sovrappeso, finanche depressione.

Inoltre, i pazienti che aspettano troppo finiscono con l’adattarsi al nuovo stile di vita limitato dal ginocchio, faticando a percepire la loro stessa limitazione.

Quando aspettare, quando affrettarsi

Con il progredire dell’età, è sempre più comune un quadro clinico con più disturbi coesistenti, come ipertensione o diabete. Queste circostanze possono complicare il recupero dopo un intervento chirurgico.

Inoltre, con l’età diminuisce anche la massa muscolare, quindi il recupero può sembrare più difficile di quanto non sembrerebbe se fosse eseguito qualche anno prima.

“Se l’avessi fatto prima mi sarei goduto più anni senza dolore!!”… me lo sono sentito ripetere spesso dai miei pazienti, qualche mese dopo l’intervento.

Ad ogni buon conto, è sempre bene tener presente – sia da parte dei pazienti che dei medici – che la scelta chirurgica deve essere sempre ben ponderata dopo una scrupolosa indagine dei sintomi.

Attendere troppo può essere dannoso, ma non vuol dire che bisogna affrettarsi. Come abbiamo visto, anche un intervento precoce può portare complicazioni e non va preso con leggerezza.

Non bisogna inoltre dimenticare la possibilità di ricorrere a impianti mini invasivi monocompartimentali, dedicati ai pazienti con artrosi selettiva a carico di un solo comparto del ginocchio sia esso l’interno, l’esterno oppure quello anteriore femoro-rotuleo.

L’importante è rivolgersi ad un ortopedico esperto e dedicato in chirurgia protesica, che ha al suo arco tutte le frecce disponibili per poter trattare al meglio il tuo caso.

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