Protesi ginocchio

In questa sezione provo a rispondere alle domande più frequenti sulle protesi di ginocchio.
domande sulle protesi di ginocchio

Informazioni utili sulle protesi di ginocchio​

Cos’è la protesi di ginocchio?

La protesi di ginocchio è un impianto metallico che viene posizionato all’interno dell’articolazione del ginocchio per curare l’artrosi.e concepita per ricostruire l’articolazione nativa, quindi esiste una componente che va a rivestire il femore ed una che va a rivestire la tibia. Entrambe sono state studiate per mimare al meglio la forma naturale delle ossa. Esattamente come accade per gli abiti, anche le protesi hanno delle taglie e una lateralità: il chirurgo pianta la taglia che più si addice a quello specifico paziente.

A cosa serve la protesi al ginocchio?

L’intervento di protesi di ginocchio è indicato in tutte quelle situazioni in cui sia un danno all’articolazione, che provochi dolore e limitazione nelle attività quotidiane.

Il consumo dell’articolazione può essere causato dal naturale processo di invecchiamento (in questo caso si parla di artrosi), da un mal allineamento costituzionale oppure post traumatico, da una necrosi ossea causata da un deficitario apporto di ossigeno ai tessuti o da molte altre patologie. Ciò che le accomuna tutte, è che alla fine sfociano in una distruzione delle strutture articolari quali cartilagine, osso, menischi. L’intervento di protesi ginocchio mira a ricostruire l’articolazione malata e restituire una buona funzionalità e un buon controllo del dolore.

Quali sono i materiali utilizzati per le protesi al ginocchio?

Il materiale più utilizzato per la protesi di ginocchio è l’acciaio chirurgico, una lega composta da ferro, carbonio, nichel cromo e molibdeno. Questi ultimi elementi sono necessari per conferire al materiale la necessaria durezza e resistenza al consumo meccanico ed all’aggressione chimica tipica dei fluidi all’interno del nostro organismo. Alcune protesi sono composte invece dal titanio di grado 4, una lega di titanio alluminio vanadio con proprietà analoghe l’acciaio chirurgico, ma con in più il vantaggio di non avere al suo interno il nichel, metallo che rara i casi può scatenare delle reazioni allergiche.

L’inserto che si frappone tra le due componenti è composto da polietilene ad altissimo peso molecolare e cross linkato (Cross linked UHMW-PE), e consente alla componente femorale di muoversi con uno scarsissimo attrito assorbendo e distribuendo le forze generate.

Quali tipi di anestesia vengono utilizzati durante un intervento di protesi di ginocchio?

Normalmente si esegue una anestesia di tipo misto per te i vantaggi delle varie tecniche, che sono le seguenti:

Anestesia spinale

consente di non far sentire al paziente le sensazioni tattili e dolorifiche agli arti inferiori. solitamente interessa la componente motoria, quindi il paziente non potrà muovere la gamba durante la fase di anestesia, ma quest’ultima parte è modulabile a seconda delle necessità, in taluni casi infatti è possibile eseguire un blocco selettivo della componente sensitiva lasciando quasi inalterata la capacità di muovere le gambe durante l’intervento

Sedazione

al paziente vengono somministrati dei tranquillanti per ridurre lo stress psicologico legato all’intervento chirurgico. Durante la fase di sedazione il paziente dorme e non si accorge di nulla, pur respirando autonomamente. Durante questa fase si  genera anche un’amnesia temporanea in modo da non conservare il ricordo “spiacevole” della permanenza in una sala operatoria . ATTENZIONE!! Sedazione non vuol dire anestesia generale! In termine tecnico, l’anestesia generale si ottiene quando il paziente è in coma farmacologico, intubato e un macchinario si occupa della ventilazione. è un tipo di anestesia che si utilizza solo in casi molto particolari in cui non è possibile eseguire l’anestesia spinale.

Blocchi nervosi periferici

in aggiunta all’anestesia spinale ed alla sedazione, l’anestesista può praticare dei blocchi selettivi di alcuni nervi andando a iniettare in maniera mirata piccole dosi di farmaco sotto Guida ecografica. Questo consente di poter utilizzare dei farmaci che hanno una durata molto lunga, permettendo al paziente di avere un buon controllo del dolore nelle prime 24-36 ore dall’intervento senza inficiare la capacità di potersi muovere ed eseguire la riabilitazione precoce.

Come affrontare la vita quotidiana con una protesi al ginocchio?

La vita quotidiana con una protesi di ginocchio è pressoché normale, sono concesse tutte le attività normali come fare le scale, guidare la macchina o la moto andare in bicicletta e fare delle passeggiate anche su Terreni inclinati. I pazienti che facevano lo sport prima dell’intervento ritornano a fare sport anche dopo la protesi nella stragrande maggioranza dei casi. Il primo anno è possibile sentire un lieve indolenzimento al ginocchio quando cambia il tempo, situazione comunque destinata a risolversi

Quali sono le fasi e i dettagli dell'intervento di protesi di ginocchio?

La prima fase è quella che avviene fuori dalla sala operatoria, in cui il chirurgo ortopedico stabilisce l’utilità dell’intervento di protesi di ginocchio. una volta deciso diventa fondamentale spiegare bene al paziente che cosa dovrà affrontare, in modo da ottenere collaborazione e quindi un risultato migliore

La seconda fase è quella di pianificare l’intervento con l’aiuto delle radiografie in carico.il chirurgo deve calcolare il grado di deformità della gamba e di consumo osseo ed correggerlo posizionando l’impianto nella maniera più opportuna.

La terza fase è quella chirurgica vera e propria. Il paziente sarà in sala operatoria in posizione supina, con il ginocchio da operare in posizione flessa, stabilizzato da appositi sostegni imbottiti. si eseguirà poi un incisione anteriore divaricando la rotula esternamente per accedere all’articolazione. Verranno rimossi i residui dei menischi ed il legamento crociato anteriore.in alcuni casi è necessario rimuovere anche il legamento crociato posteriore ma non sempre questo è necessario. a questo punto, attraverso l’utilizzo di guide di resezione vengono eseguiti dei tagli ossei e con una sega motorizzata, necessari per poter alloggiare l’impianto.si posizionano la protesi di prova e vengono eseguiti i test di articolarità, allineamento, stabilità e scorrimento della rotula. Se tutto è soddisfacente si pratica un lavaggio pulsato con soluzione fisiologica sterile e successivamente si procede ad impiantare la protesi definitiva corrispondente. Al termine dell’intervento si ripetono le prove, si effettuano nuovo lavaggio e poi si suturano tutti gli strati e si applica una medicazione ed un bendaggio. In alcuni casi si posiziona un drenaggio articolare, che di norma viene rimosso il giorno successivo, con lo scopo di drenare bene il sangue che si forma all’interno dell’articolazione e facilitare la riabilitazione.

Come avviene l'operazione di fissaggio della protesi al ginocchio?

Le protesi possono essere ancorate all’osso attraverso due meccanismi diversi. Quelle più diffuse sono cementate, ovvero sia ancorano all’osso attraverso l’interposizione di un cemento acrilico. Esso si presenta come una componente liquida ed una componente solida sottoforma di polvere, che devono essere unite e mescolate insieme per formare una pasta viscosa che viene applicata sulla protesi sull’osso. Una volta posizionata la protesi è necessario che l’articolazione rimanga immobile per qualche minuto: durante questa fase, definita polimerizzazione, il cemento si scalda e si indurisce, ancorando così l’impianto all’osso in maniera definitiva. Alcune protesi di ginocchio invece utilizzarlo il principio dell’osteointegrazione , ovvero la graduale crescita dell’osso all’interno delle porosità del metallo. Questo è un processo che richiede mesi, nelle fasi iniziali queste protesi devono essere ancorate battendole a pressione, un meccanismo definito a press fit, mentre successivamente l’osteo integrazione farà sì che diventino un corpo unico con l’osso realizzando anche qui una fissazione definitiva.

Come si cammina dopo aver ricevuto una protesi al ginocchio?

Normalmente dopo l’impianto di una protesi di ginocchio è possibile caricare il peso in maniera completa, a tolleranza. bisogna però tenere presente che l’accesso chirurgico ha interessato l’apparato estensore, e che quindi nelle prime settimane successive a un intervento chirurgico ogni volta che si contrae il quadricipite si ha una risposta a livello della cicatrice chirurgica. indicativamente per i primi 30 40 giorni sono necessarie due stampelle, non tanto per gestire il carico quanto per aiutare il quadricipite a riprendersi gradualmente. In questa fase è necessario recuperare la normale mobilità del ginocchio con l’aiuto di un fisioterapista.il secondo e terzo mese si cammina senza stampelle ma ci si stanca facilmente: in questa fase è necessario recuperare la forza e la massa del quadricipite attraverso esercizi fisici quali cyclette, scale, lunghe passeggiate. La grande maggioranza di pazienti cammina normalmente tre mesi dall’intervento, ed è in grado di tornare pienamente alla propria attività lavorativa anche se questa è di tipo fisico.

Quali sono le precauzioni e le istruzioni post-operatorie dopo un intervento di protesi al ginocchio?

Per i primi 30 giorni bisogna deambulare aiutandosi con una o due stampelle. nel primo mese l’obiettivo è quello di riprendere a camminare e ottenere la completa estensione del ginocchio con una flessione paragonabile all’arto sano. una volta abbandonate le stampelle l’obiettivo diventa quello di potenziare la muscolatura e da aumentare la resistenza fisica. per le persone persone che non praticano sport la riabilitazione termina così, indicativamente ci possono volere dai tre ai sei mesi. per i pazienti sportivi invece è necessario aggiungere una fase di rieducazione al gesto tecnico sportivo tipico di ognuno.

Quali sono le alternative alla protesi di ginocchio?

Non esistono delle alternative, solo dei palliativi. La protesi di ginocchio viene utilizzata quando ci sono dei dolori, causati da un danno all’articolazione, che non regrediscono nonostante il riposo, il farmaci antinfiammatori e le infiltrazioni con acido ialuronico e/o o cortisone. Si capisce quindi come la protesi di ginocchio sia uno strumento potente ma invasivo, per curare una malattia invalidante: in caso di artrosi conclamata infatti non esiste nessuna terapia che sia sufficiente. Gli unici casi in cui si insiste con ripetute infiltrazioni riguardano quei pazienti che non si possono operare per gravi problemi di salute.

 

Quali sono i rischi e le complicazioni associate alle protesi al ginocchio?

I rischi possono essere generici, specifici dell’intervento oppure legati al paziente.

I rischi generici sono quelli comuni a qualsiasi intervento chirurgico maggiore, come ad esempio stanchezza, anemia, nausea e vomito, cefalea, blocco urinario temporaneo, eventuali allergie a farmaci oppure ancora lesioni vascolari o nervose.

Tra i rischi specifici delle protesi di ginocchio abbiamo la possibile presenza di dolore residuo, tromboembolismi, infezioni, fratture e scollamenti dell’impianto. Per evitare ognuno di questi rischi sono previsti protocolli, utilizzo di strumentari specifici, lavoro in equipe poli-specialistica ed una pratica clinica ispirata alle linee guida internazionali.

In ultimo ci sono i rischi connessi al paziente, ovvero legati alle sue patologie pre esistenti. Questi verranno valutati e gestiti in fase di pre ricovero, al fine di stabilire un percorso ottimizzato per ogni tipo di paziente.

Come si gestisce il dolore e la riabilitazione dopo l'intervento di protesi al ginocchio?

La strategia di controllo del dolore post operatorio si definisce multimodale, poiché utilizza diversi approcci che si sommano in maniera sinergica.

Il cardine la terapia farmacologica, attraverso la somministrazione di farmaci antinfiammatori da soli oppure l’associazione con antidolorifici puri quali ad esempio esempio gli oppioidi

In aggiunta si pratica la crioterapia, ovvero l’applicazione di borsa del ghiaccio per 15-20 minuti più volte al giorno, anche qui con lo scopo di togliere l’infiammazione e sgonfiare la parte operata

Massaggi e fisioterapia sono molto importanti oltre che per recuperare la funzionalità anche per l’info drenare i tessuti, con una buona efficacia anche sul controllo del dolore

Importante sottolineare che migliore e più veloce è il recupero funzionale migliore è il controllo del dolore: è un circolo virtuoso, anche se nelle prime fasi può essere impegnativo eseguire gli esercizi bisogna teneramente che il potenziamento muscolare porta benefici anche in termine di controllo del dolore.

Quali sono i tempi di recupero e la durata della riabilitazione?

Il recupero dopo un intervento chirurgico varia in maniera sensibile a seconda del paziente (età, peso, patologie, attitudine e mentalità), tuttavia generalizzando possiamo dire che ci sono alcune fasi analoghe per tutti:

  1. ripresa della deambulazione precoce ed dopo l’intervento chirurgico, assistita da due stampelle. questa è possibile sin da poche ore dopo dopo l’intervento di protesi di ginocchio, una volta risolta l’anestesia locale
  2. linfodrenaggio e recupero dell’estensione e della flessione.si inizia dal giorno successivo all’intervento chirurgico e si prosegue a domicilio per circa 40 45 giorni dopo l’intervento, sempre con l’aiuto di un fisioterapista
  3. potenziamento della muscolatura del quadricipite. questa è una fase che prende importanza dopo il primo mese (ovvero quando si iniziano rimuovere le stampelle) e si protrae a seconda delle persone fino al 3°-6° mese post chirurgico, in questa fase è importante la consapevolezza e la collaborazione del paziente, poiché è un tipo di ginnastica attiva che si può fare solo da soli, non si può contare sull’aiuto del fisioterapista
  4. ripresa delle normali attivi

Quando è il momento ideale per considerare l'opzione di una protesi al ginocchio?

Il principale campanello d’allarme è la presenza di un dolore che non passa nonostante il riposo, gli antinfiammatori, le infiltrazioni e le fisioterapie. Un altro aspetto importante da considerare è il proprio livello di attività: quando la ridotta funzionalità di un ginocchio porta a non svolgere più determinate attività, a rinunciare ad una parte della vita altrimenti vivibile, è il momento giusto per operarsi.

In questa fase l’intervento conferisce i maggiori benefici in termini di recupero e soddisfazione del paziente. Quando il ginocchio è causa di limitazione della propria vita è anche bene optare per l’intervento senza aspettare inutilmente, poiché questo provocherebbe un indebolimento del tono muscolare e un peggioramento della condizione fisica globale oltre che della sfera emotiva

Dopo quanto tempo dall'intervento di protesi di ginocchio potrò tornare alle normali attività come guidare e andare a lavorare?

Per quanto riguarda la guida non c’è un limite di giorni stabilito dalla legge, ma si parla di essere in condizione psicofisica per guidare in sicurezza per sé e per gli altri. Pertanto è un limite soggettivo e dipende dal tipo di intervento e dalla risposta di ciascuno di noi. A titolo informativo ci vogliono circa sei settimane.

Per quanto riguarda l’attività lavorativa il discorso è più complesso, perché ci sono innumerevoli variabili legate alla costituzione fisica del paziente e al tipo di lavoro svolto. Ad esempio, un dirigente che non abbia obbligo di orari può tornare a svolgere una parziale attività lavorativa dopo sole due settimane. Per lavori più fisici e gravosi, dove non si ha la possibilità di calibrare l’impegno, sono di solito necessari due mesi

Quali attività possono essere svolte dopo aver ricevuto una protesi al ginocchio?

Tutte quelle che venivano svolte fino a prima dell’intervento, comprese eventualmente quelle ricreative e sportive leggere. I pazienti che non praticavano sport negli anni precedenti alla protesi di ginocchio difficilmente lo praticheranno dopo

Quali sono le considerazioni finanziarie e i costi associati a un intervento di protesi al ginocchio?

Escludendo il costo dell’intervento in se (gratuito se eseguito con la mutua oppure a pagamento se eseguito in solvenza), ci sono alcune spese fisse da sostenere:

  1. Due stampelle, da utilizzare per circa 40 giorni
  2. Uno o meglio due paia di calze elastiche antitromboemboliche
  3. bisogna considerare un periodo di fermo lavorativo che dipende completamente dal TIPO di lavoro svolto: chi fa un lavoro manageriale e può lavorare con telefono e computer senza obblighi di orari o presenza può tecnicamente riprendere dal giorno dopo, in maniera graduale e progressiva in base a come si sente. Chi invece è un dipendente e svolge una mansione manuale, magari che preveda la frequente salita e discesa da un mezzo pesante, può impiegare anche 10-12 settimane
  4. Dopo la dimissione dall’ospedale è necessario proseguire una fisioterapia costante, almeno per i primi due mesi. E’ possibile eseguirla con la mutua andando presso un centro convenzionato oppure, solo nei casi di pazienti fragili o non autosufficienti, attivare l’assistenza domiciliare integrata (ADI) attraverso il proprio Medico Curante. In entrambi questi casi serve tempo e nel primo caso anche un parente che accompagni. Per questo motivo, nella maggior parte dei casi di pazienti utilizzano la fisioterapia domiciliare privata a pagamento, del tutto oppure solo in parte nel periodo di vuoto in attesa che la prenotazione mutualistica abbia inizio. Indicativamente saranno necessarie una ventina di sedute spalmate sui due mesi post chirurgici.
  5. RX e visite di controllo. Anche qui eseguibili in regime mutualistico (presso ospedali o centri convenzionati) oppure privatamente presso l’ambulatorio dell’Ortopedico di fiducia

Cosa fare in caso di problemi con la protesi al ginocchio?

In casi si ritenga di avare problemi il consiglio è quello di rivolgersi al proprio Ortopedico di fiducia. Molte volte il paziente è spaventato da cose del tutto innocue, ad esempio rumori  per lui inusuali che però possono essere normali considerando che la protesi è composta da materiali metallici e polietilene. In altri casi invece le cause possono essere più serie, e pertanto è necessario eseguire degli esami di approfondimento (quali ad es RX, RMN, TAC o scintigrafia) e definire una diagnosi, alla quale poi seguirà una terapia

Come influisce una protesi di ginocchio sulla qualità della vita?

La migliora! E lo scopo per cui è nato quest’intervento, ovvero restituire la funzionalità e togliere il dolore a un paziente affetto da artrosi

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Dott. Michele Scelsi Chirurgo in Ortopedia e Traumatologia
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